Resta insanabile lo scontro scientifico tra accusa e difesa sulla dinamica dell’omicidio di Renzo Paradisi. Nell’ultimo incontro disposto dalla Corte d’Assise di Macerata, i periti di parte hanno fermamente ribadito le rispettive posizioni, riassumendo tesi diametralmente opposte sulle lesioni letali che causarono la morte del pensionato, aggredito il 23 dicembre 2024 a Comunanza insieme alla moglie Maria Antonietta Giacomozzi dal 42enne Claudio Funari, detenuto nel carcere di Ascoli da aquella sera. Da un lato, Pietro Alessandrini (consulente della Procura di Ascoli) sostiene che i traumi cranici mortali risalgono a una seconda e distinta fase del pestaggio, nella quale il capo della vittima sarebbe stato sbattuto ripetutamente contro il pavimento; una ricostruzione avallata dai ricordi della vedova che escluderebbe la tesi del movimento autonomo dell’uomo. Dall’altro, Piergiorgio Fedeli (perito della difesa) è fermamente convinto che la morte è da ascrivere interamente alla prima colluttazione avvenuta in cucina, negando l’esistenza di un secondo raid violento e, di conseguenza, la stessa premeditazione. Davanti a questo muro contro muro, emerso durante il processo, i giudici hanno dovuto ordinare una perizia superpartes, affidata ai medici legali Christian D’Ovidio ed Eugenia Iacovitti. I consulenti d’ufficio avranno novanta giorni per completare gli accertamenti e depositare la relazione entro il 7 ottobre. La perizia d’ufficio verrà poi discussa nell’udienza del 4 novembre, momento chiave che fa slittare la sentenza di primo grado all’autunno inoltrato. La discussione finale è già calendarizzata per il 25 novembre, giorno in cui potrebbe arrivare il dispositivo del verdetto.
Delitto Paradisi, scontro totale tra periti
Resta insanabile lo scontro scientifico tra accusa e difesa sulla dinamica dell’omicidio di Renzo Paradisi. Nell’ultimo incontro disposto dalla Corte...







