VENEZIA - Incapace di stare in giudizio. Cioè di capire esattamente per che cosa lo stanno processando. Questo sta dimostrando, referti medici alla mano, il suo avvocato, Rolando Iorio. In realtà c'è di peggio: Felice Maniero sta per essere dichiarato incapace di provvedere a se stesso. Vuol dire incapace di intendere e di volere. Perché, se è di questi giorni la notizia che ben due Tribunali, quello di Brescia e quello di Siena, hanno sospeso i suoi processi in attesa di una perizia psichiatrica definitiva che confermi la diagnosi già stilata da più specialisti sulla “depressione maggiore ricorrente con tratti di bipolarismo e demenza senile acuta avanzata” di cui è affetto Maniero, adesso si scopre che è partita la procedura per nominargli un amministratore di sostegno. Anche se non c'è niente da amministrare visto che l'ex boss della Mala del Brenta, il più grande bandito di tutti i tempi del Nord Italia, di quattrini non ne ha e se anche li avesse, come sospetta qualcuno, di sicuro non si ricorda dove sono. Anzi, non si ricorda nemmeno lui dov'è e ogni tanto assicura che “domani ci vediamo perché sto per tornare dalla Jugoslavia” o dalle vacanze in montagna, mentre da sei mesi non si muove dalla cameretta di una casa di riposo che si trova in Veneto.
Felice Maniero, la fine dell'ex boss: avrà l’amministratore di sostegno
VENEZIA - Incapace di stare in giudizio. Cioè di capire esattamente per che cosa lo stanno processando. Questo sta dimostrando, referti medici alla mano, il suo avvocato, Rolando Iorio. In...






