MESTRE - L'imbarazzo è comprensibile. E più che giustificabile. Ma la legge è chiara e dice che il Comune deve pagare una parte della retta per il ricovero di un senza fissa dimora in casa di riposo. E dunque il Comune di Campolongo Maggiore deve per forza mettere mano al portafoglio e “mantenere” Felice Maniero. Sì, perché l'ex boss della mafia del Brenta risulta, in quanto nullatenente, residente presso la Casa comunale di Campolongo Maggiore. E, come per qualsiasi “senza fissa dimora”, il Servizio sanitario nazionale assicura la copertura della parte sanitaria, mentre è il Comune di Campolongo che deve per forza far fronte alla parte cosiddetta alberghiera. E sono dei bei soldi visto che mediamente la retta giornaliera – anche nella regione in cui è ricoverato Maniero - si aggira sui 65 euro e dunque si arriva a quasi 2000 euro al mese, come ben sanno i parenti dei pazienti ricoverati nelle case di riposo. Ecco perché gli uffici comunali – a cominciare dagli assistenti sociali - stanno tentando di fare l'impossibile per evitare di scaricare sui cittadini il mantenimento del bandito.
Ma non c'è via di scampo e l'unica consolazione, per il Comune, è che si potrà rivalere sui parenti stretti dell'ex boss e quindi figli e sorelle. Di sorelle in vita ce ne sono due, Noretta e Nives, che è figlia di primo letto della mamma di Maniero, Lucia Carrain, morta a metà novembre. Nives, che vive ancora nel paesello natio, non pare proprio che navighi nell'oro e anche Noretta Maniero non ha più un centesimo. Tra l'altro sta per essere sfrattata dalla villa di Santa Croce sull'Arno, in Toscana, confiscata in via definitiva dallo Stato, che prima o poi la metterà all'asta. Si tratta di una dimora fantastica, in cima ad una collina, pure questa di proprietà, con affreschi, arredi da sogno e addirittura una piscina riscaldata esterna. La villa però secondo il tribunale è stata acquistata con i soldi di Felice Maniero e dunque è stata prima sequestrata e poi confiscata.






