CAMPOLONGO MAGGIORE - I beni confiscati a Campolongo Maggiore nei primi anni 2000 alla mafia del Brenta sono tutti in completo utilizzo a favore del sociale. È quanto emerge dall'annuale verifica dei beni confiscati e dati al comune rivierasco diffusa dall'amministrazione. A seguito delle indagini conclusesi con l'arresto di Felice Maniero e dei suoi sodali a fine degli anni Novanta, sono stati diversi i beni confiscati a Campolongo e diventati di proprietà del Comune: villa Maniero, villa Donà e il relativo boschetto di noci, 5 appartamenti, un terreno.

L'ex villa Maniero, da anni diventata una casa delle associazioni intitolata a Cristina Pavesi, giovane studentessa vittima innocente della mafia del Brenta, ospita oggi numerose attività dei servizi sociali quali il doposcuola, l'aiuto compiti, il centro aggregativo giovanile ed è sede dello sportello antiviolenza "Libra" e dell'associazione Alcolisti Anonimi. Ospita, inoltre, il "Museo della Legalità", presentazioni di libri e conferenze. Il giardino dell'immobile è diventato parco pubblico, viene utilizzato da bambini e giovani per il gioco del calcetto e dalle associazioni sportive per i propri allenamenti.

L'ex villa Donà da anni è un centro diurno per disabili psichiatrici, "Centro Sollievo", che raccoglie utenti da tutta la Riviera del Brenta e l'adiacente area verde è diventata, con l'impegno dell'Associazione "Campolongo Attiva", il parco pubblico "Boschetto attivo".