Dallo spazio multifunzionale per giovani neet e persone vulnerabili in provincia di Lecce, alla struttura socio sanitaria per favorire l’autonomia di persone con disabilità nel Sassarese. E poi altri interventi tra le province di Napoli, Reggio Calabria, Siracusa e Agrigento. È la nuova vita di 7 beni confiscati alle mafie e che ora rinasceranno con altrettanti progetti (il valore complessivo è di 2,6 milioni di euro) finanziati da Fondazione con il Sud e, in alcuni casi, cofinanziati da Fondazione Cdp.
I 7 progetti che avranno durata triennale e saranno avviati in Campania; due in Sicilia; uno in Calabria; uno in Sardegna; uno in Puglia riguarderanno tre villette, due appartamenti, una masseria e un fondo agricolo. «I beni diventeranno presidi di legalità e di inclusione sociale e lavorativa per persone con fragilità - sottolineano i promotori -. Attraverso i singoli interventi, verranno attivati infatti 54 tirocini e garantiti, entro il termine del progetto, 32 inserimenti lavorativi».
I quattro progetti cofinanziati insieme alla Fondazione Cdp (che ha messo a disposizione 750 mila euro) prevedono di avviare uno spazio multifunzionale in provincia di Lecce per 100 giovani neet (i giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione professionale) e persone vulnerabili con l’obiettivo di formarli e fondare una startup sociale. Un’altra iniziativa, in provincia di Caserta, è quella di potenziare la produzione di funghi in serra, «creando opportunità di inserimento socio-lavorativo per otto persone». A Sassari il progetto prevede l’offerta di un servizio socio-sanitario residenziale per favorire ogni anno l’autonomia di 72 persone disabili. A Siracusa l’obiettivo è promuovere l’inclusione socio-lavorativa di 40 persone con fragilità, quattro delle quali assunte in una sartoria sociale.








