Ci sarebbe anche la pista dei «posti auto» tra le ipotesi battute in queste ore in merito all’incendio delle giostrine alla Sanità. Un rogo brutale, che nella tarda mattinata di ieri ha catapultato il quartiere indietro nei decenni: la zona sta rinascendo, a livello culturale (con la riapertura del Cimitero delle Fontanelle, per esempio), nell’appeal per i turisti, nell’indotto e nell’incremento di economia pulita. Ma nelle ultime ore è sembrato di tornare alla «Sanità» grigia in cui imperversava l'antistato. Saranno le immagini delle telecamere piazzate sull’area giochi, al vaglio degli inquirenti, a chiarire chi abbia appiccato le fiamme. Stando alla dinamica confermata subito sul posto dai Vigili del Fuoco, ci sono pochi dubbi sulla natura dolosa del gesto. «Serviva una tanica di benzina, probabilmente, per provocare quel tipo di danno», apprende Il Mattino da fonti della Terza Municipalità. La colonna di fumo si vedeva da gran parte del centro. I

Il boato Siamo in piazza San Vincenzo, e nella tarda mattinata di ieri divampano le fiamme. Seguono un boato e la paura dei residenti. Le giostrine montate da Natale sono ridotte in cenere. Le fiamme hanno danneggiato tre auto parcheggiate nei pressi degli scivoli e la facciata della chiesa dell’Immacolata. Sul posto arrivano anche polizia e vigili. L’area giochi era costata 40mila euro (finanziamenti arrivati da Palazzo Santa Lucia) e c’era voluto un anno intero di progettazione (tra permessi e richieste) per concretizzare il progetto. «Un incendio doloso o almeno così sembra dai primi accertamenti – scrive sui social il consigliere comunale Fulvio Fucito, capogruppo Lista Manfredi –. Ma la domanda è perché? Perché privare i bambini del rione Sanità di una giostrina? Perché un quartiere che lotta quotidianamente per risollevarsi deve essere sempre messo a dura prova?». L’Una risposta alla domanda e un possibile movente arrivano dall’ipotesi dei parcheggi: «In quell’area, prima delle giostrine – continua una fonte del parlamentino – c’erano diversi posti auto, 8 o 9 all’incirca, che sono stati eliminati per fare spazio all’area giochi». Una pista tutta da verificare, chiaramente. Le telecamere, in questo senso, forniranno agli inquirenti ulteriori indicazioni. «Sicuramente è un incendio doloso – spiega il presidente della Municipalità 3 Fabio Greco - si aspettano le immagini per comprendere meglio l’accaduto. Sull’area giochi insiste una telecamera, e per scatenare quel tipo di danno non basta certo una sigaretta. Non si escludono la pista racket né la goliardata – prosegue Greco –. Il sindaco ci ha manifestato subito la sua vicinanza. L’intenzione dell’amministrazione è di ripristinare le giostre prima possibile, anche con un contributo economico. Condanniamo questi atti vandalici, ma non ci fermeranno». L’amministrazione, insomma, si è subito attivata per la ricostruzione di un’area giochi che, ovviamente, costituiva un simbolo di rinascita e di legalità per il quartiere. «Al momento – prosegue Fucito nel suo post – oltre che esprimere tutto il mio disappunto, come amministrazione comunale possiamo solo promettere ai bambini del rione che ritorneranno a giocare quanto prima sui loro scivoli e sulle loro altalene. Non è un’affermazione ma una promessa, dopo aver informato telefonicamente il sindaco Gaetano Manfredi che immediatamente ha trasferito tutto il sostegno e supporto possibile dando anche mandato al presidente della Municipalità 3 di ripristinare quanto prima lo stato dei luoghi con delle nuove giostre».