SACILE - Ponte dell’Ortazza, ex colonia Tallon ed ora il piccolo parco a lato di via Bertolissi, la strada che si conclude contro le sbarre del passaggio a livello che si trova a due passi dalla stazione ferroviaria. A Sacile c’è qualcuno che sta studiando da piromane? Dopo tre incendi appiccati volontariamente l’idea è più di un’ipotesi. L’ultimo episodio è avvenuto venerdì intorno alla mezzanotte e ci sono indagini in corso dei carabinieri della Compagnia di Sacile. Anche un precedente caso è stato all’inizio del weekend.

I FATTI L’altra notte, una o più mani ignote hanno appiccato il fuoco al grande tavolo di legno collocato nell’area verde di via Bertolissi e a due cestini dei rifiuti. Questi ultimi probabilmente usati con il loro contenuto per amplificare il rogo o rafforzarlo. Le fiamme che rompevano il buio della notte ormai fatta sono state notate da automobilisti di passaggio che hanno lanciato l’allarme. Sul posto i vigili del fuoco, che hanno subito avuto ragione del fuoco, sia una pattuglia della Radiomobile dei carabinieri di Sacile per le indagini del caso. IL BILANCIO Ieri al parchetto un nastro biancorosso dei pompieri delimitava la parte distrutta dal fuoco. Il tavolo è in pratica da buttare e così i due contenitori. Al di là dei danni materiali, allarma il susseguirsi di episodi di questo tipo. Il 29 aprile scorso due giovanissimi erano stati visti fuggire dal parco dell’Ortazza, mentre il ponte in legno chiuso ormai da tempo bruciava di un incendio appiccato con un accelerante, dunque dolosamente. Il venerdì seguente, era il primo maggio, altro rogo voluto. Approfittando dell’altissimo numero di “piumini” liberati dai pioppi in questa parte di stagione, qualcuno aveva insistentemente cercato di scatenare il fuoco. Una decina i focolai individuati e spenti anche in quel caso in tempo dai vigili del fuoco. Evidente l’intenzione di innescare un rogo di grandi dimensioni, mettendo a rischio gli edifici di quell’area, in primis la casa degli alpini, anch’essa di legno e distante non più di 15 metri dagli inneschi. Stavolta è toccato al parchetto di via Bertolissi, un’area seminascosta ideale per preparare l’azione e da dove è poi facile allontanarsi non visti, sia percorrendo il vialetto che si trova dietro alle Torri di recente costruzione, sia prendendo via Bertolissi stessa. TESTIMONIANZA E infatti, chi abita lì di fronte non si è accorto di nulla. Come racconta una coppia di residenti che abita giusto di fronte al parco «L’unica cosa che si nota è la presenza di qualche indiano durante il giorno». La scelta del piccolo parco potrebbe non essere casuale. In passato l’area è stata spesso vandalizzata, anche brutalmente, come nel gennaio dello scorso anno. Allora ignoti distrussero i giochi presenti e i cestini dei rifiuti, spargendone ovunque il contenuto. Evidenti le tracce “giovanili” a base di sacchettini di snack e birre e bibite energetiche in lattina. Sulla strada invece qualcuno si divertì a scardinare il box arancione che una volta conteneva il telelaser. La metà superiore non si è più trovata, la base è rimasta lì a fungere da cestino dell’immondizia. È ancora così. Solo gli ultimi di una serie di episodi di vandalismo registrati in quella piccola zona verde che è parte di un percorso ristretto ma curato e molto vicino al fiume. Un fazzoletto di verde dove nel recente passato qualcuno ha più volte abbandonato ogni genere di immondizia, perfino batterie d’auto e dell’amianto in sacchi. Ieri mattina da quelle parti giravano solo alcuni giovani del Bangladesh, poco capaci con la lingua e impauriti all’idea di ricevere delle domande. Due sono sgattaiolati via, mentre il terzo non si è accorto di nulla perché dormiva tranquillo disteso in mezzo all’erba.