Il focus. 26 maggio 2026 alle 00:22La scarsa pulizia dei terreni e l’arrivo del caldo: aumenta il pericolo incendi
Monte Urpinu, via San Paolo, Calamosca, San Bartolomeo. L’erba alta soffoca i campi incolti del capoluogo, facendo aumentare il rischio di incendi. Le piogge abbondanti cadute durante la stagione, che hanno contribuito alla crescita smisurata della vegetazione, e il caldo in arrivo non fanno presagire niente di buono. Un’anticipazione la scorsa settimana, quando è scoppiato un incendio in un campo di via Dessy Deliperi a due passi dalla scuola elementare Sergio Atzeni. Il fumo denso e le fiamme alte che stavano per raggiungere il giardino dell’istituto hanno convinto dirigente e professori, per precauzione, a far sgomberare l’edificio.
La mappa
Non c’è angolo della città che non sia invaso dalle sterpaglie. Il problema riguarda sia i terreni privati che quelli pubblici, dalle rotatorie ai campi di periferia e dei quartieri residenziali. In via Dei Conversi, tra l’ex caserma dell’Aeronautica militare e i vecchi depositi della Marina, l’erba quasi completamente secca ha raggiunto i due metri di altezza. Se dovesse, per vari motivi, prendere fuoco sarebbe a rischio Monte Urpinu. Anche perché l’incendio sarebbe molto difficile da contrastare con i mezzi aerei, come successe alcuni anni fa. Stesso discorso sul Belvedere di viale Europa, dove, per far aumentare i pericoli, alle erbacce si aggiungono i rifiuti abbandonati dagli incivili. A proposito di scuole, erba alta anche nei campi che circondano l’istituto Buccari Marconi, in via Valerio Pisano. A poche centinaia di metri, un nuovo potenziale pericolo nell’altro polmone verde della città. All’interno del parco di Terramaini, ben curato e frequentato da migliaia di cagliaritani, c’è l’angolo della vergogna. Uno spazio recintato, non è chiaro se comunale o proprietà privata, dove la vegetazione si è impadronita anche di vecchie impalcature arrugginite. Se dovesse scoppiare un rogo, le fiamme raggiungerebbero in pochi istanti il parco con effetti disastrosi come quelli del 2016, quando le fiamme partite da un canneto distrussero il ponte che fu ricostruito cinque anni dopo. Ricordi terribili anche il rogo che tre anni fa distrusse il colle di San Michele.










