SACILE - Era qualche mese, giusto tre o quattro, che la stazione ferroviaria veniva lasciata tranquilla. Dopo gli ultimi atti vandalici a danno dei bagni e la semi distruzione ad opera di ignoti dell’auto parcheggiata non lontana dall’area ferroviaria, l’atmosfera intorno allo scalo sembrava essersi rilassata. Anzi, a portare un po’ di pulizia, una domenica sul finire di marzo, Anna e gli altri di Plastic Free avevano raccolto un bel po’ di immondizia nell’area del parcheggio antistante la stazione. Avevano perfino trovato un coltellaccio di cui forse qualcuno aveva inteso liberarsi in tutta fretta. Sabato notte la stazione è tornata al centro di atti teppistici. Ancora una volta il bersaglio sono stati i bagni. Collocati a lato dell’edificio centrale, seminascosti agli occhi di chi passa, quei locali sono stati spesso l’obbiettivo dei barbari. Stavolta hanno distrutto il pesante vetro della porta d’ingresso del lato riservato agli uomini. Una moderna vetrocamera con due vetri spessi ognuno otto millimetri e tenuti insieme da una cornice isolante.

IL BLITZ Inspiegabilmente, una mano ignota ha divelto il profilo in metallo della porta finestra e ha poi scaraventato giù il pesante vetro. Un gesto senza senso, considerato che la porta era aperta. Una volta dentro, chi ha agito si è accanito nei confronti delle suppellettili, distruggendo portacarta e la copertura in plastica posta sopra il water. Il risultato è che domenica mattina chi ne aveva bisogno si è trovato davanti la porta chiusa e il cartello “Fuori servizio”. Molti maschietti non si sono fatti troppi problemi usufruendo del vano risparmiato dai vandali ma riservato alle donne. «Continuano ad esserci persone che si ritrovano alla stazione anche quando è chiusa, in piena notte - racconta una persona che vede da tempo un costante andirivieni - si tratta di una vera e propria compagnia, nel senso che sono tutti amiconi tra loro. Non so chi siano, ma in mezzo c’è di tutto: italiani, stranieri, giovani e meno giovani». LA QUESTIONE Il problema della stazione è di vecchia data e non sembra avere una soluzione. Di certo mette in difficoltà anche la società ferroviaria che dopo uno di questi episodi chiuse a tempo indeterminato i bagni, finendo però col sollevare polemiche di pendolari e viaggiatori occasionali. LA SEGNALAZIONE Il decoro urbano resta uno dei problemi più avvertiti dai sacilesi. A “Il Gazzettino” un lettore a passeggio per la città si è preso la briga di fotografare i cestini dei rifiuti indebitamente usati come bidoni della spazzatura domestica. Viale Zancanaro, via Martiri Sfriso, via Cavour e il parcheggio retrostante le scuole Ippolito Nievo. Sette i cestini immortalati nell’uso che non compete loro. C’è perfino una sedia in tela che è stata lasciata appoggiata e attorcigliata contro un albero, in una delle vie del centro. Vecchia malattia anche questa, spesso attribuita a furbastri che non pagano la tassa sui rifiuti, forse perché non hanno un regolare contratto d’affitto, e dunque si liberano così delle immondizie. Ovviamente in questo modo riempiono e rendono inutilizzabile un cestino con un solo sacchetto, mentre rimarrebbe abile per giorni, forse settimane, se lo si usasse correttamente. L’assessore all’Ambiente Ariana Sabato aveva tentato una prima soluzione togliendo materialmente i cestini da alcuni posti diventati ormai abituali per gli “abbandonatori”, ma in questo modo pagavano tutti le colpe di uno solo. Poco tempo fa ha poi annunciato l’arrivo di un nuovo corredo di contenitori stradali molto più capienti. Un po’ una resa, a ben vedere, ma almeno i fastidiosi sacchetti non si vedranno più.