Recco – Se oggi, domenica, avete provato a transitare nei paraggi di Recco e avete avvertito un’improvvisa, irresistibile scossa di profumo di formaggio fuso e sfoglia croccante, niente panico: era solo il richiamo della foresta. O meglio, il richiamo della Festa della Focaccia di Recco IGP, che ha trasformato la capitale gastronomica del Golfo Paradiso nel centro del mondo (almeno di quello dei golosi).

Migliaia di persone – genovesi "in trasferta", turisti stranieri armati di traduttore e foresti arrivati da ogni angolo d'Italia – si sono messi pazientemente in coda fin dal mattino pur di un pezzo del prodotto che ormai nel mondo viene identificato come simbolo della Liguria.

Obiettivo? Conquistare quel pezzo di paradiso caldo, filante e rigorosamente senza lievito che ormai, diciamolo chiaramente, gioca nello stesso campionato mondiale del Pesto a livello di mito. Se il pesto è l'oro verde della Liguria, la Focaccia di Recco è l'oro bianco e colante che unisce i popoli.

Code chilometriche e "strategie di sopravvivenza" Le file per le distribuzioni hanno sfidato le leggi della fisica. Ma l'attesa fa parte del rito. C'era chi ingannava il tempo studiando l'angolatura perfetta per il selfie con il "filo" di formaggio e chi metteva in atto strategie da manuale. "Io ho mandato mio marito nella coda per la fritta e io sono in quella per la IGP. Ci vediamo al centro del campo per lo scambio" racconta una veterana della festa arrivata da Milano.