Con la sua quarta edizione, Evoè Festival torna a Recco, in un luogo in cui il cibo non è soltanto tradizione gastronomica, ma linguaggio culturale, identità e racconto collettivo.

Per conoscere davvero una città non basta attraversarne le strade o visitarne i monumenti. Recco, per esempio, si comprende fino in fondo soprattutto a tavola. Anche se il Santuario di Nostra Signora del Suffragio, che si incontra in un piccolo slargo sulla strada provinciale che dal centro sale verso Uscio, testimonia un fermento culturale e religioso che affonda le sue radici nel Duecento, è nei sapori che questa città rivela davvero la propria anima. E così, se l’otto settembre moltissimi turisti si recano nella cittadina ligure per assistere ad uno dei più straordinari spettacoli di fuochi d’artificio in onore della Madonna, in un rito antichissimo che destò lo stupore nel 1814 anche di Stendhal durante la sua permanenza a Genova, un numero ben più cospicuo di visitatori va a Recco per uno dei piatti più noti della tradizione ligure nel mondo, la focaccia di Recco col formaggio.

Ingredienti e profumi

Recco dunque è una città che bisogna anche “mangiare”, lasciandosi guidare dagli ingredienti e dai profumi di una cucina straordinaria, testimonianza del paesaggio, del lavoro delle persone e della memoria di questa terra. È nei mercati, nei forni, nelle trattorie, nelle tavole condivise che si entra lentamente nello spirito di un luogo e la celebre focaccia, sottilissima e fragrante, con il formaggio che si scioglie tra due veli di pasta, non è soltanto una specialità locale, ma un gesto identitario, un sapere artigiano che racconta il carattere di una comunità.