Lo scrittore algerino di "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio", che per 18 anni ha vissuto in Italia, racconta "La fertilità del male", il suo nuovo giallo ambientato a Orano nel 2018. "Ci sono cose del posto in cui sono nato che ho capito solo in vent'anni a Roma. Capiamo noi stessi attraverso gli altri e così funziona anche la letteratura". E sull'aggettivo "mediterraneo" applicato al suo genere letterario: "Siamo diversi dagli scrittori nordici per il finale e per l'analisi socio-politica"
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