La letteratura fabbrica fiction e distopie, ma descrive il mondo con tale efficacia che autori scomodi come il franco-algerino Kamel Daoud, Goncourt 2024 con Urì (La nave di Teseo, in libreria il 17 giugno) sono inseguiti da mandati di cattura internazionali: Daoud, braccato dal regime algerino, avrebbe dovuto partecipare alla Milanesiana il 16 giugno, ma ci sarà solo in video, per il rischio d’essere arrestato. «La Lettura» #706, sabato 7 in anteprima nell’App e domenica 8 in edicola, racconta il potere della parola letteraria: si apre con la conversazione curata da Cristina Taglietti tra quattro scrittori piemontesi, Alessandro Baricco, Davide Longo, Dario Voltolini e Gian Marco Griffi (lo spunto è il nuovo libro di quest’ultimo, il corposo Digressione, Einaudi Stile libero), che discutono sulla scrittura, e sulla qualità piemontese di «farla bene», evocando maestri da Guido Ceronetti a Beppe Fenoglio.
Daoud, Adichie, Everett (e il nostro Griffi): su «la Lettura» parola agli scrittori
Il nuovo numero riflette sul potere della parola letteraria. In apertura la conversazione tra Gian Marco Griffi (in libreria con «Digressione») Alessandro Baricco, Davide Longo e Dario Voltolini








