Tutti in piedi, un lunghissimo applauso (7 minuti) cronometrato come alla prima della Scala o alla Mostra del cinema, ha chiuso ieri in piazza Castello l’incontro tra Omar El Akkad, Gad Lerner, Paola Caridi. L’emergenza Gaza è nelle parole dure e nello sguardo malinconico del giornalista nato in Egitto, che da anni vive in Oregon, autore di Un giorno tutti diranno di essere stati contro (Gramma Feltrinelli): «A Portland c’è un piccolo festival e sono in un gruppo che sta cercando di convincere l’organizzazione a sospendere la sponsorizzazione di una banca che finanzia armi, anche a Israele. C’è un dibattito interno, tra noi: dobbiamo boicottarlo o sarebbe meglio usarlo come piattaforma per parlare di quello che sta accadendo? Non lo sappiamo, perché soltanto una società sociopatica può metterti nella condizione di decidere che atteggiamento avere di fronte a un genocidio. Le mie emozioni sono impotenza assoluta e complicità perché sono anche le mie tasse che finanziano le armi».