Kamel Daoud, Premio Goncourt, tra le star di questa edizione della Milanesiana, la manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, non sarà a Pavia il 16 giugno, nonostante fosse già stato inserito nel programma e annunciato. Arresto ed estradizione sarebbero probabili, in virtù dei buoni rapporti tra il nostro Paese e l’Algeria, che persegue l’intellettuale perché ha criticato il regime islamico. La notizia, ora ufficiale, sta facendo il giro del mondo.
Daoud, 54 anni, scrittore e giornalista franco-algerino, sarà in libreria dal 17 giugno per La nave di Teseo con il suo romanzo premiato in Francia, Urì. Proprio questo libro è stato messo al bando in Algeria per i temi trattati. Nei suoi confronti è stato spiccato un mandato di cattura internazionale, emesso dall'Interpol su richiesta di un tribunale algerino.
Data l'insicurezza e la pericolosità per una possibile estradizione nel suo Paese di origine, dove sarebbe imprigionato come Boualem Sansal, Kamel Daoud è stato costretto a rinunciare alla sua presenza, fisica, nel nostro Paese, ma interverrà comunque perché le parole sono più forti di tutto. Al centro di Urì c’è la storia di una giovane algerina che porta sul suo corpo, che incarna le terribili conseguenze della guerra civile degli anni ‘90: ha una cicatrice sul collo e le corde vocali distrutte. La protagonista sogna di ritrovare la voce e s’interroga sulla sua maternità, tornando nel suo villaggio natale, dove tutto è iniziato, in cerca di risposte. Un dramma, ispirato alla cronaca di quel conflitto, che ha posto lo scrittore al centro anche di un altro caso giudiziario e mediatico. Daoud è stato accusato di aver sottratto questa vicenda a una donna in particolare, che avrebbe negato il suo consenso, in cura dalla moglie psichiatra dell’autore. Il suo editore francese, Gallimard, parla di violente campagne diffamatorie contro di lui.







