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Il fotografo di Formula 1 Kym Illman ha registrato di recente, da una decina di metri di distanza, il rumore delle macchine di questo Mondiale. Stanno tutte tra i 108 e i 112 decibel. Significa che, dal vivo e da così vicino, fanno tanto rumore quanto un martello pneumatico sentito da un paio di metri di distanza. Son tanti decibel, quasi al limite della tollerabilità umana, ma comunque molti meno di quelli delle Formula 1 di vent’anni fa, che alcuni tifosi e piloti ricordano con grande nostalgia.

Anche Mohammed Ben Sulayem, il presidente della FIA, la federazione internazionale dell’automobile, che organizza la Formula 1 e ne stabilisce i regolamenti, sembra rimpiangere il rumore delle monoposto di quegli anni. Di recente ha detto che entro il 2031, forse già dal 2030, la Formula 1 tornerà ai vecchi e rumorosi motori V8 (quelli a otto cilindri) e passerà a una potenza elettrica «marginale». Sarebbe un grosso cambiamento, in apparente controtendenza rispetto alle scelte degli ultimi anni. Ma sarebbe anche un ritorno al caratteristico rumore della “Formula 1 di una volta”.

La discussione sul rumore delle monoposto va avanti dal 2014, quando si passò dai V8 agli attuali motori ibridi V6, a sei cilindri. Le monoposto diventarono meno rumorose per l’aggiunta di una componente elettrica, che è molto più silenziosa rispetto al motore a combustione, e per l’aggiunta del turbocompressore, che aumenta la potenza (turbo, per l’appunto) ma attenua il suono.