Ai palati più fini non sfugge una novità: da qualche tempo la premier comunica in modo diverso. Si percepisce un cambio di accenti che, se fosse confermato in futuro, rimescolerebbe le carte della politica. Cancellerebbe il ricordo della Ducetta intesa come leader imperiosa, polemica, iper-reattiva, spesso controversa, sarcastica e colorita, a volte popolaresca, che si esprime (o si esprimeva) nello slang della Capitale.
Un'altra Meloni. La premier rinuncia a essere divisiva e si ispira a Mattarella (di U. Magri)
Le faccette sono sparite, idem le mimiche più espressive con quegli occhi al cielo. Ora gira anche voce di tre pennoni da mettere a palazzo Chigi per far svent…









