Mettere insieme i punti, a volte, aiuta a ricominciare. I membri di Parole e Punti lo fanno da anni con le loro "coperte dell'abbraccio": «A tutte quelle donne che hanno deciso di denunciare, di ricominciare a vivere»
Mentre la signora Lucia è occupata nella scelta dei gomitoli, altre due donne si mostrano a vicenda i loro lavori. «Bellissimo!», «Non riesco a capire bene come fare questo punto». «Guarda come sta facendo Giorgio». «Chi mi aiuta a tenere lo striscione?». È sabato pomeriggio, fa caldo e il centro di Milano è pieno di turisti. Alcuni passano senza soffermarsi, altri fanno delle foto, altri chiedono informazioni: «Esattamente voi chi siete? Anche io lavoro a maglia. Cos’è Parole e Punti?».
(Foto: Silvia Mazzucchelli)
«Parole e Punti per prima cosa è una famiglia», spiega Enrica Bologni, presidente dell’associazione di promozione sociale che opera su Milano da circa vent’anni unendo lavoro a maglia, attivismo e cultura. «E non in senso mieloso, intendiamoci. Ogni sabato ci ritroviamo a Mare Culturale Urbano per stare insieme e fare ciò che ci piace: lavoro a maglia e uncinetto. Oggi abbiamo organizzato il nostro primo flash mob contro la violenza sulle donne». Parole e Punti è una comunità di persone, uomini e donne, che sostengono donne vittime di violenza, case arcobaleno e vittime civili di guerra attraverso le proprie creazioni. Un’idea semplice e potente: un gesto che può davvero aiutare a ricominciare, a mettere insieme i punti, a ricomporsi.






