Milano, 23 mag. (askanews) – Le case auto occidentali puntano sempre più sulla competitività industriale della Cina per esportare veicoli in altri mercati, inclusa l’Europa, sfruttando costi più bassi, supply chain elettrica avanzata e capacità produttiva disponibile. È la tendenza descritta dal Financial Times, secondo cui la Cina non è più solo mercato finale, ma piattaforma produttiva e tecnologica per i costruttori internazionali.
Secondo Rhodium Group, citato dal FT, le società estere, incluse le joint venture con gruppi locali, rappresentano già circa due quinti delle esportazioni auto cinesi verso l’Europa. Volkswagen, Bmw, Nissan, Hyundai e altri stanno aumentando le esportazioni da fabbriche cinesi con capacità disponibile verso mercati diversi da Europa e Stati Uniti, mentre il Vecchio Continente resta un possibile sbocco nonostante dazi fino al 45% sui veicoli elettrici made in China.
Il fenomeno non parte da zero. Molte Tesla Model 3 vendute in Europa sono state prodotte a Shanghai e anche alcune versioni della Mini elettrica, marchio del gruppo Bmw, costruite in Cina sono esportate nel mercato europeo. Ma la pressione competitiva e la sovracapacità locale stanno spingendo più gruppi a passare da una logica “in China for China” a una strategia “in China, for China, to global”.










