“Dall’attico di Galleria Passerella, la mia stanza guardava sulla piazza, mia madre entrò in camera e mi disse che papà era morto”. Allegra Gucci aveva ricordato così, in una intervista a Vanity Fair, il giorno che ha cambiato il suo destino e quello della sorella Alessandra.
Quel 27 marzo del 1995, Patrizia Reggiani le comunicava solo una parte della verità, il resto sarebbe stato un incubo da scoprire successivamente e con il quale fare i conti per tutta la vita, financo davanti alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. Perchè al male talvolta non c’è mai fine. Quattro anni fa un pezzo di storia usciva nel libro “Fine dei Giochi – luci ed ombre sulla mia famiglia” la verità di Allegra arrivava su carta mentre oggi si appende ad un post sul suo profilo Instagram nel quale le sorelle Gucci tornano a parlare. Quattro pagine nelle quali il lungo strascico giudiziario aperto con la madre e con la stampa trova chiarita la loro versione dei fatti.
“Chi ha ucciso ha incassato. Chi ha perso il padre ha pagato”. In questo titolo è raccolta la sintesi di un braccio di ferro con la giustizia italiana approdato alla Corte Europea dei Diritto dell’Uomo che ha deciso in ultimo di archiviare.
Tutto ebbe inizio con la causa intentata dall’ultima compagna di Maurizio Gucci, ovvero Paola Franchi, che era pronta a sposare l’uomo, poi freddato da un sicario mandato dalla ex moglie davanti al portone di casa in Via Palestro, a Milano.











