Caro Direttore, sono caregiver di mia moglie, affetta da Alzheimer, ormai da cinque anni. Non sto qui a dilungarmi sulle delusioni e le frustrazioni che ho patito e sto patendo in questo percorso vedendo spegnersi, a poco a poco, la persona che hai fianco da oltre 60 anni. Mi ricollego alla campagna elettorale del presidente Alberto Stefani. Fresco di nomina, ha detto, testualmente: «Al primo posto i bisogni delle persone», «Tutela degli anziani e i diritti dei caregiver».
Ebbene, in una struttura pubblica di Padova sono state tolte, appunto per le nuove norme sulla Sanità, la periodicità e la gratuità della mammografia che spettava a mia moglie quale operata, dalla struttura stessa, per carcinoma mammario. Il massimo poi è successo in questi giorni presso un'altra struttura pubblica di Padova che cura e studia, per istituzione, l'invecchiamento cerebrale. Appunto l'Alzheimer. Per decorso noto e consolidato della malattia, mia moglie è peggiorata. Non ci sono cure ma solo farmaci e parafarmaci ritardanti. E per aiutarla nel percorso "di cura" le hanno tolto la gratuità del farmaco più importante. Appunto per protocollo della Sanità. Non ne faccio una questione economica. Già sostenevo il costo di altri cinque farmaci e quindi, uno più o uno meno, non fa differenza. Ma ne faccio una questione di etica: i farmaci si levano al malato che migliora, non che peggiora. Così si aiuta a morire!









