Tre studenti indiani hanno creato una polvere al tamarindo che aggrega le microplastiche nell’acqua e le rende rimovibili con magnete

©theearthprize

A volte la soluzione entra dalla porta meno scenografica: una cucina, un seme scartato, una polvere vegetale che nessuno guarderebbe come materiale da premio internazionale. Invece tre sedicenni indiani, Vivaan Chhawchharia, Ariana Agarwal e Avyana Mehta, hanno costruito proprio da lì il loro progetto contro le microplastiche nell’acqua. Si chiama Plas-Stick e ha appena vinto per l’Asia The Earth Prize 2026, il concorso ambientale internazionale rivolto a studenti tra i 13 e i 19 anni. Il premio prevede 12.500 dollari per il team, da usare per sviluppare e portare avanti l’idea fuori dal laboratorio scolastico.

Il principio è semplice da raccontare, anche se dietro richiede prove, dosaggi e verifiche: la polvere ottenuta da semi di tamarindo di scarto viene aggiunta all’acqua e aiuta le particelle di plastica invisibili a raggrupparsi in grumi più grandi. A quel punto quei grumi possono essere separati con un piccolo magnete manuale. Le microplastiche, quindi, spariscono dalla vista quotidiana in un modo quasi rudimentale: niente impianti enormi, niente corrente elettrica, niente tecnologia da manuale di ingegneria pesante. Una polvere, un contenitore, un magnete.