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Fondazione Diasorin

Sfruttare le alghe per il risanamento ambientale o microrganismi autoctoni per combattere un fungo che colpisce gli ulivi, insegnare ad alcune piante a produrre pigmenti naturali e non tossici, sfruttare i batteri per aiutare a far fronte all’ansia. Sono alcuni dei progetti di ricerca proposti dai finalisti di Mad for Science, progetto della Fondazione Diasorin che punta a stimolare l’interesse dei ragazzi delle scuole superiori per la ricerca scientifica e per facilitarne il contatto. Il progetto è giunto alla decima edizione e oggi viene proclamato il vincitore a Roma. Le otto proposte finaliste sono valutate da una giuria composta da scienziati, comunicatori ed esperti di politiche della ricerca. Alla scuola vincitrice un premio dal valore di 75 mila euro che consentirà di sviluppare un laboratorio all’avanguardia e coprire i costi per materiali e reagenti nei prossimi 5 anni. Quest’anno i ragazzi e i loro docenti sono stati invitati a ideare progetti di ricerca innovativi sul rapporto tra risorse naturali e salute e sul modo in cui la ricerca biotecnologica può aiutare a salvaguardare le persone e l’ambiente. Sono emerse proposte e che abbinano la curiosità scientifica all’attenzione al territorio e ad alcuni dei problemi di salute più sentite dai ragazzi. Il liceo scientifico Ignazio Vian di Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, ha proposto una strategia per valorizzare i rifiuti ittici trasformandoli in biomateriali naturali. Cerca di fornire una risposta al problema dello smaltimento del siero di latte il progetto dell’Istituto Tecnico Tecnologico Cassandro Fermi Nervi di Barletta: grazie alle biotecnologie questo progetto punta a convertirlo in bioplastica. Una strada simile, applicata alle vinacce e agli scarti agroalimentari, è quella percorsa dall’Istituto Tecnico Tecnologico Zaccagna-Galilei di Carrara. Dai ragazzi dell’Istituto Tecnico Tecnologico Grazia Deledda di Lecce arriva invece l’idea di indurre modifiche epigenetiche che istruiscano alcune piante a produrre pigmenti naturali. Il liceo scientifico Corradino D'Ascanio di Montesilvano propone di combattere l’antracnosi dell’olivo sfruttando microrganismi antagonisti del fungo che causa questa malattia, invece che i convenzionali prodotti a base di rame. Funghi che vivono in simbiosi con le piante - le micorrize - sono quelle che il Liceo scientifico Giacomo Leopardi di Recanati propone di studiare per la loro capacità di supportare le piante contro gli stress climatici. Il biorisanamento ambientale attraverso l’uso di microalghe, invece, è l’obiettivo del progetto proposto dall’Istituto Tecnico Tecnologico Giovanni Caramuel di Vigevano. Infine, dai ragazzi del Liceo scientifico Sant’Anna di Torino, attenzione a un problema sempre più diffuso tra i ragazzi: l’ansia. L’idea è di esplorare il legame tra il microbiota intestinale e l’ansia e verificando se alcuni ceppi batterici possano essere di aiuto.