In una scena del film compare il Cenacolo di Leonardo. Anche se si trattava di una riproduzione, l’effetto resta quello di un Paese che svende i propri capolavori a chi se li può permettere

di

Antonella Baccaro

Si è molto discusso dell’ipotesi che Il Diavolo veste Prada 2 sia un film sulla fine del giornalismo, o quantomeno sul suo inarrestabile declino. La rivista di moda Runway, sempre diretta dalla snobbissima Miranda, si ritrova (come tutti i giornali dopo l’avvento di Internet e dei social) in piena crisi di liquidità, sottoposta allo stretto controllo dell’editore. Che le impone di tutto, compresa l’assunzione di Andy, l’ex assistente dal maglioncino ceruleo, appena licenziata da un giornale generalista dove sfornava inchieste sociali pluripremiate.

Il film, in cui campeggiano prevalentemente figure femminili, tutte piuttosto volitive e ben interpretate, ha il limite di molte pellicole americane che semplificano e banalizzano pur di proporre un lieto fine che taciti le coscienze.