I manifestanti erano in 130. Volevano sfondare il cordone, ma ha prevalso il dialogo con le forze dell’ordine. Modenesi esasperati: "Vogliamo tornare alla normalità, basta con queste manifestazioni."Guerra, repressione e povertà: fuori gli sciacalli dalla città", recitava lo striscione che apriva il corteo antifascista organizzato a Modena, nato in aperta contrapposizione alla manifestazioni della destra in largo Garibaldi, presidio duramente contestato dagli antagonisti che la ritenevano una provocazione di matrice "fascista", specialmente per la delicatezza del momento.
Circa 130 persone si sono date appuntamento nel primo pomeriggio per rispondere alla piazza con la piazza. Il gruppo di manifestanti, composto in gran parte da giovani e attivisti dell’area antagonista, è partito dal Parco XXII Aprile intorno alle 15. L’intenzione iniziale era esplicita e dichiarata: sfondare il cordone di protezione interposto dalle autorità per "riprendersi le piazze e allontanare i fascisti". Fortunatamente, il peggio è stato evitato grazie a un’imponente barriera umana composta da polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza, che ha garantito l’ordine pubblico presidiando i punti nevralgici.










