La storia del punto nascita della Valdelsa è legata all’esperienza, la prima in Italia, di una stanza per il parto naturale in cui l’assistenza è affidata alle ostetriche. Artefice, già nei primi anni Ottanta, la dottoressa Barbara Grandi, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’allora ospedale Pietro Burresi di Poggibonsi.

Dottoressa Grandi, il punto nascita di Campostaggia è a rischio chiusura: che effetto le fa?

"Avevo parlato tempo addietro con la sindaca Cenni e in quel momento le sue parole mi avevano rassicurata. La natalità ridotta è un fenomeno generalizzato, ma non mi sembra il caso di ridurre gli ospedali più piccoli, che sono risorse fondamentali per una comunità. Il fatto di dover andare a partorire altrove, rende più difficile la vita alle donne. Poggibonsi, poi, è un centro di eccellenza in questo àmbito. E a me sta a cuore".

A quando risale l’inizio del suo percorso per offrire un parto naturale alle donne?

"Sono arrivata in Valdelsa, da Trieste, nei primi anni Ottanta. Ero all’opera in un ospedale supermedicalizzato. Ero a disagio. A Trieste avevamo fondato un collettivo femminista che si occupava della salute delle donne. Avevo una sensibilità particolare e vedevo molta violenza nel modo in cui venivano trattate le donne nel parto".