HomeSpecialiVivere LodiOpen day del punto nascita: "Sempre vicini alle donne"Dalla presa in carico alle visite post-parto, attenzione massima al benessere. L’appuntamento con ostetriche, ginecologi e pediatri. "Qui numeri record".Da sinistra Roberta Giacchero, Anastasia Giuliani e Sara MoriggiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciL’appuntamento è sabato, dalle 10 alle 12, ed è il primo di una serie di incontri aperti ai cittadini: l’Open Day del punto nascita dell’Ospedale di Lodi. Per l’occasione ostetriche, ginecologi e pediatri accoglieranno tutti e presenteranno l’ampia gamma di servizi previsti dal Maggiore che, nel 2025, ha contato 977 parti e la nascita di 983 bebè. "Spiegheremo – racconta Sara Moriggi, coordinatrice infermieristica della Ostetricia e del punto nascita – la presa in carico della donna e l’organizzazione del travaglio e del parto, con la disponibilità, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, della parto analgesia e di altri metodi antalgici, come quello naturale del parto in acqua". Anastasia Giuliani, ostetrica e responsabile dell’area della donna e materno infantile presso il DAPSS, la direzione delle professioni sanitarie, aggiunge: "Vale la pena ricordare che a Lodi è previsto il rooming in che prevede la permanenza del neonato nella stessa stanza della madre. Si tratta di facilita la conoscenza reciproca e favorire l’avvio precoce all’allattamento". Il punto nascita segue il modello one-to-one: è contemplata cioè l’assistenza continua da parte di una ostetrica dedicata esclusivamente ad una donna durante l’intero travaglio e parto. "Non tutti i punti nascita propongono uno schema simile", osserva Sara Moriggi che ricorda, in caso di necessità, la presenza di un supporto per la valutazione psico-emotiva della donna. Nell’open day "si accennerà anche a possibili alterazioni del pavimento pelvico durante la gravidanza e il puerperio, parte integrante del percorso nascita", spiega Marco Soligo, primario dell’Ostetricia e Ginecologia che sulla questione ha contribuito alla stesura delle linee guida regionali. Alle ospiti sarà spiegato che alla dimissione di mamma e bambino gli operatori pianificano una o due visite domiciliari da parte di una ostetrica e di una puericultrice per controllare che il post partum prosegua normalmente. È ciò che l’ospedale chiama “home visiting“, rivolto alle donne residenti sul territorio dell’Asst e destinato a farle sentire più protette.