La Regione ha avviato l’iter per la chiusura del Punto nascite dell’ospedale San Biagio di Domodossola. L’obiettivo di Torino è definire entro il 31 luglio 2026 un nuovo modello organizzativo che garantisca continuità assistenziale, qualità delle cure e prossimità dei servizi, in linea con le indicazioni del ministero della Salute e del comitato percorso nascita nazionale.

«Si evitino polemiche su situazioni di pericolo»

A spiegare il perché, presentando i numeri in una nota, è l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi: «Nell’area dell'Ossola, a fronte di circa 330 parti annui, meno di 50 mamme scelgono di partorire all’ospedale di Domodossola - spiega Riboldi - Un dato che evidenzia in modo chiaro come le stesse famiglie si orientino già verso strutture diverse. Allo stesso tempo, è importante ribadire con chiarezza che le urgenze continueranno a essere garantite con la massima attenzione e sicurezza, grazie all’organizzazione del pronto soccorso e ai modelli già sperimentati con successo in altri territori».

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C’è un punto che ribadisce l’assessore regionale alla Sanità: «Si evitino polemiche riguardanti possibili situazioni di pericolo, che non esisteranno mai, grazie alla presenza di una rete di emergenza urgenza efficace. Piuttosto si guardi alla sicurezza del percorso parto che, dati scientifici alla mano, è nettamente superiore in punti nascite più strutturati e con maggiore casistica. Il punto nascita non è una questione di campanilismo, ma di sicurezza delle mamme e dei nascituri».