"In queste settimane si è letto di tutto sui social, da chi invoca l’uso di carabina a chi suggerisce di cucinarli. È istigazione all’uccisione di animali. E così, con screenshot e documentazione allegata, abbiamo presentato mercoledì un esposto alla Procura del Tribunale di Ravenna". Queste le parole di Cristina Franzoni, responsabile per l’associazione Clama di ‘I pavoni di Punta Marina: un progetto di civilità’. Dal 2023 Clama e Comune hanno siglato la convenzione portare sul lido un progetto di convivenza pacifica tra cittadini, turisti e pavoni. Pochi giorni prima che scoppiasse il caso (ormai nazionale) la convenzione era stata rinnovata per la terza volta.

Franzoni, come si sente? "Amareggiata, stanca e preoccupata. Così anche tutte le altre volontarie".

Cosa prevede la convenzione con il Comune? "L’obiettivo del progetto è quello di supportare i residenti che non vogliono i pavoni nel loro giardino ad allontanarli e allo stesso tempo fare informazione sulla specie e sui comportamenti da tenere. Abbiamo fatto diversi incontri con un esperto e posizionato i cartelli in tutta la località, spiegato a chi ce lo ha chiesto come realizzare dei dissuasori con metodi molto semplici, dissuasori che, però, vanno agitati davanti ai volatili per qualche giorno consecutivo finché non si allontanano. Così, se non trovano da mangiare, non tornano. Poi, abbiamo realizzato un concorso fotografico amatoriale dedicato ai pavoni, che ci ha permesso di farli conoscere, tanto che sono apparse delle revisioni entusiaste su TripAdvisor. Tutto questo spendendo più dei 700 euro l’anno previsti per i pavoni dalla convenzione".