Gli atti dell’inchiesta sul tavolo dell’Ufficio guidato da Roberta Pieri. Le quattro chat hanno svelato un mondo di odio e contenuti suprematisti. "Nessuna partecipazione goliardica ma convinta", ribadisce la Digos .di Laura ValdesiSIENAUn terremoto a Siena l’inchiesta condotta dalla digos che ha portato alla denuncia di tredici minorenni della nostra città, fra cui una ragazzina. Quasi tutti compagni di scuola alle superiori. Perquisizioni e sequestri hanno svelato il mondo virtuale di questi adolescenti a cui, a vario titolo, vengono contestati reati che vanno dalla detenzione illegale, di armi alla diffusione di materiale pedopornografico, alla propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico e all’apologia del movimento fascista e nazista. La digos ha trovato coltelli e tirapugni, nell’abitazione di uno dei ragazzi ritenuto ’leader’ c’era un fucile funzionante. Corposo il materiale che è giunto ora sul tavolo della procura presso il tribunale per i minorenni di Firenze, guidata da Roberta Pieri, che ha sottolineato in generale (vedi intervista nel fascicolo nazionale) l’importanza del ruolo educativo dei genitori, ampliando lo sguardo ai tanti casi di cui si occupa il suo Ufficio.