HomePoliticaSiena, le chat dell’orrore. Armi, Duce e odio razziale. Denunciati tredici minoriDa un’inchiesta della Digos emerge una rete di giovanissimi neonazisti. L’identikit: età tra 15 e 17 anni, famiglie borghesi. Tra le accuse la pedopornografia.Nella foto d’archivio, un accesso alla rete sommersaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Laura Valdesi

Viene avvicinato da alcuni coetanei. Gli dicono che, se vuole, possono procurargli armi da sparo. L’adolescente si confida con la famiglia. E il genitore non ci pensa un attimo a rivolgersi alla questura di Siena a cui svela quell’offerta inquietante ricevuta dal figlio, risultato poi estraneo ai fatti. Nasce così l’inchiesta choc della digos ’Format18’, che si richiama ad un gruppo neonazista russo che i ragazzi poi indagati nelle chat dimostrano di conoscere. Ha sollevato il velo su una fitta rete di rapporti fra giovanissimi, affiliati a gruppi virtuali di estrema destra. Il collante? L’ideologia suprematista. La propaganda dell’odio razziale, la diffusione di contenuti di stampo fascista e nazista. Omofobi. Sotto la loro ’lente’ immigrati, chi professa la religione islamica ma anche l’universo Lgbtq+plus.

Tredici i giovani senesi (una sola ragazzina fra loro) denunciati, tutti minorenni quando un anno fa è scattata la segnalazione del genitore alla polizia. Di età fra i 15 e i 17 anni. Tutti residenti nel capoluogo, appartengono alla media borghesia. Finora mai un comportamento fuori posto. Apparentemente insospettabili. Frequentano lo stesso istituto superiore cittadino che ha tra l’altro ispirato il nome di una delle quattro chat che hanno contribuito a svelare quel mondo orribile agli uomini coordinati da capo della digos Fausto Camisa.