Siena, 19 maggio 2026 – Un’inchiesta iniziata nell’estate del 2025 grazie ai genitori di un ragazzo (estraneo ai fatti) che hanno segnalato quello che era successo al figlio: “E’ stato avvicinato – raccontarono alla polizia – da giovani che gli hanno prospettato la possibilità di avere armi”.

E’ partita da qui l’indagine che ha portato la Digos di Siena a denunciare 13 minorenni per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e di materiale pedopornografico.

I “baby suprematisti bianchi”, con la mente bacata da idee razziste e violente, sono tutti compagni di scuola, appartengono a famiglie di ceto medio e risiedono tutti a Siena. Tutti maschi con una sola eccezione, di età fra i 16 e i 17 anni e qualcuno vicino ai 18.

Le quattro chat dell’orrore Parte del materiale sequestrato dalla Digos

La Digos ha scoperto quattro chat, una attiva dal 2024, un'altra denominata 'Partito Repubblicano Fascista’: vi emergono interesse per le armi, esaltazione per Mussolini e Hitler, disprezzo per gli immigrati, utilizzo di un linguaggio di odio.