Un esposto alla Procura della Repubblica perché sia verificata la correttezza dell’operato della Polizia provinciale e chiarite le ragioni per cui di recente a Berbenno di Valtellina si sia scelto di uccidere un giovane cervo disorientato, finito nel cortile di un’abitazione, anziché tentare soluzioni alternative meno invasive come cattura, contenimento o sedazione dell’animale, per poi procedere al suo rilascio in sicurezza nel proprio habitat naturale. A presentarlo è l’associazione LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane) Animal Protection, che ribadisce come l’animale non rappresentasse "un pericolo tale da giustificarne l’abbattimento". LNDC Animal Protection evidenzia inoltre come episodi di questo tipo rischino di trasmettere un messaggio estremamente pericoloso: quello secondo cui la presenza di animali selvatici fuori dal loro habitat giustifichi automaticamente il ricorso all’uccisione, anziché a operazioni di recupero e tutela. Secondo una prima ricostruzione, la situazione sarebbe diventata pericolosa per gli automobilisti in transito sulla Statale 38 e i presenti alla scena. Bisognava intervenire rapidamente, tanto da indurre l’agente della Polizia provinciale ad abbattere il selvatico.