Vetto (Reggio Emilia), 13 giugno 2026 – I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di San Polo d'Enza hanno denunciato due persone dopo il di un cucciolo di capriolo illegalmente sottratto al suo habitat naturale. L’intervento è scattato il 9 giugno grazie a una preziosa segnalazione ricevuta dal Centro Recupero Animali Selvatici di San Polo. I militari hanon eseguito una verifica in una abitazione a Vetto, dove è stato rinvenuto un cucciolo di capriolo. Dalle indagini è emerso che il piccolo era stato affidato all’uomo dopo essere stato illecitamente prelevato in natura nella giornata precedente da un conoscente. Il cucciolo, recuperato dai militari, è stato immediatamente affidato alle cure esperte del personale del Cras Rifugio Matildico, per ricevere l'assistenza veterinaria e nutrizionale necessaria per tentare un delicato percorso di riabilitazione, puntando al reinserimento in natura L’uomo accusato della sottrazione dell'animale dal suo habitat vengono contestati il furto aggravato ai danni della fauna selvatica, quale patrimonio indisponibile dello Stato, punibile con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 927 a 1.500 euro, mentre al soggetto in possesso del cucciolo sono stati contestati i reati di ricettazione (delitto punito severamente con una pena che va da due a otto anni di reclusione e una multa da 516 a 10.329 euro), oltre al maltrattamento di animali (delitto per il quale la legge prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro). Sottrarre un animale selvatico, specialmente in tenera età, al suo ambiente naturale è causa di gravissime e ingiustificate sofferenze. Il cucciolo è sottoposto a uno stress acuto derivante dalla separazione dalla madre e dal trovarsi in un ambiente estraneo. Inoltre, l'alimentazione casalinga risulta inadeguata e pericolosa per un apparato digerente in via di sviluppo, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del piccolo ungulato. Infine, il prolungato contatto umano è in grado di compromettere l’istinto dell'esemplare, privandolo delle difese necessarie e rendendo estremamente complesso un successivo reinserimento in natura. In primavera ed estate è comune imbattersi in cuccioli di capriolo nascosti nell'erba. È di vitale importanza comprendere che questi cuccioli non sono abbandonati: la madre li lascia protetti nella vegetazione mentre si nutre, tornando da loro a intervalli regolari.