HomeFanoCronacaGianluigi, serve il miracolo. Travolto dallo scoppio della bombola: operato alla testa per ridurre l’ematomaRestano disperate le condizioni del 35enne Piaccia, vittima di un incidente sul lavoro a Bellocchi. Il contenitore, danneggiato, è schizzato come un proiettile. Il dolore nel suo quartiere, alla Tombaccia: “Siamo tutti col fiato sospeso”Due immagini sorridenti di Gianluigi Piaccia, fanese della Tombaccia, 35 anniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPesaro, 24 maggio 2026 – Ore di angoscia per le condizioni di Gianluigi Piaccia, 35enne rimasto gravemente ferito nell’esplosione della bombola di Co2 avvenuta venerdì pomeriggio alla Tecno Collaudi di Bellocchi. L’uomo, residente con la famiglia nel quartiere Tombaccia, è ricoverato in condizioni disperate all’ospedale regionale di Torrette, dove nella serata di venerdì è stato sottoposto a un delicatissimo intervento neurochirurgico per ridurre il vasto ematoma provocato dal trauma cranico riportato nello scoppio. Il quadro clinico resta gravissimo.

Un’esplosione impressionante

Le lesioni riportate sarebbero estremamente estese e i medici continuano a monitorare minuto per minuto l’evoluzione delle sue condizioni. L’incidente era avvenuto poco prima delle 16 all’interno dello stabilimento di via Einaudi. Secondo una prima ricostruzione riportata dall’Ansa, la bombola (ad altissima pressione, circa 300 atmosfere) potrebbe essersi danneggiata dopo una caduta e, per effetto della fuoriuscita del contenuto, sarebbe partita come un proiettile colpendo il 35enne. Oltre a lui, un altro lavoratore presente nello stabilimento, avrebbe accusato un malore. La bombola sarebbe stata scaraventata a decine di metri di distanza, colpendo anche alcuni macchinari presenti nell’area produttiva. Un’esplosione impressionante, tanto che l’onda d’urto avrebbe raggiunto attrezzature situate a circa trenta metri dal punto dello scoppio. Mentre proseguono gli accertamenti, fuori dall’ospedale e nel quartiere dove Gianluigi è cresciuto c’è attesa e preoccupazione.