Fa il suo ingresso nella collana «Incipit» delle Edizioni della Normale (insieme all’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento) un libro illustrato che all’accademico, al ricercatore o al semplice lettore che frequenta i temi saggistici del catalogo della pisana University press può apparire certo fuori linea dalle consolidate tematiche storico-umanistiche e filosofico-scientifiche dell’editore. La grafica ritrovata Le collane editoriali degli anni ’60 e ’70 nei mercatini dell’usato, di Stefano Rovai (pp. 392, € 38,00), tratta, infatti, del disegno grafico delle nostre più importanti case editrici nell’arco di un ventennio, aspetto che non è mai stato messo così in rilievo, in particolare visivamente, come in questo volume. Può, quindi, essere considerato in (felice) dissonanza con i titoli blasonati degli autori normalisti e non, poiché presenta un argomento riguardante la relazione tra le tecniche tipografiche (industriali) e la ricerca stilistica, per descrivere, come nel caso del tascabile, l’invenzione di un prodotto che con le sue molteplici versioni di largo successo commerciale non fu solo «una nuova moda, capace anche di collegarsi con il passato – come scrive Michele Ciliberto – ma in cui si esprimono mutamenti sociali e politici».