Il direttore del Foglio quotidiano , Claudio Cerasa, ha partecipato a uno degli appuntamenti della serie Incontri con l’autore , qui a Trento, ma quello che ha scritto «non è un libro, è un appello quasi disperato a osservare la realtà per quello che è, non per quello che appare».

Il suo L’antidoto - Libertà, ambiente, tecnologia.

Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo (Silvio Berlusconi editore) è un saggio contro, nell’ordine, «la società del rancore», la relativa narrazione ansiogena con il relativo «circo mediatico», e l’uso politico del pessimismo, che in politica alimenta naturalmente il populismo e nell’informazione una diffusa convinzione che porta a considerare notizia soltanto una cattiva notizia.

Nel parlare in una sala piena di Palazzo Sardagna, Cerasa ogni tanto sembra quasi scusarsi di voler essere ottimista in un mondo così caotico e in una piazza mediatica così affollata di pessimisti, ma spiega che per fare il suo mestiere, il giornalista, essere ottimista è anche un metodo di indagine, vuol dire porsi alcune decisive domande.

E le elenca, una dopo l’altra, con passione.