Nelle società occidentali si sta diffondendo una dose massiccia di pessimismo. Un sentimento che mette in discussione il percorso che ha caratterizzato le democrazie in questo secondo dopoguerra. Contro la rassegnazione di molti, che sospettano che il disastro sia praticamente dietro l'angolo, arriva in libreria "L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo" (Silvio Berlusconi editore).
A scriverlo è Claudio Cerasa, direttore del Foglio e non nuovo a queste nette prese di posizione a favore, prevalentemente, dell'Europa. La via dell'ottimismo, in pratica, arriva non solo dai risultati ottenuti in questi decenni, ma anche per tentare di contrastare la singolare tendenza di parecchi cittadini occidentali che difendono, in varie forme, sistemi autoritari dove Stato di diritto, libertà di parola e mercato aperto sono concetti lontani.
Un libro, questo di Cerasa, che punta a bocciare gli elementi cardine di questa visione cupa come la cultura dello sfascio e del pessimismo. Per l'autore, insomma, crisi mondiali, tensioni geopolitiche, apocalissi ambientali e un crescente senso di disillusione occidentale vengono spesso presentati come "segnali di un declino inarrestabile, riducendo la complessità del reale a un racconto unico e privo di alternative". Il direttore del Foglio, inoltre, dedica un'ampia riflessione sugli effetti diretti della globalizzazione che viene considerata, in questi ultimi anni, un fenomeno che ha assicurato crescita e un miglioramento delle condizioni di vita in vari angoli remoti del pianeta. Tra gli argomenti trattati, ci sono poi i risultati di un'Europa spesso narrata attraverso le sue crisi, la sfiducia prodotta dalla gogna mediatica e giudiziaria e il pessimismo come «status symbol» delle élite occidentali.






