Il semestre di presidenza europea, l’attacco con il drone subito a marzo, le relazioni pericolose con Israele: raramente fino a oggi si era parlato così tanto di Cipro, il paese Ue più a est. È nota la sua peculiare situazione politica, con un conflitto congelato dal 1974 e l’isola divisa in due, occupata per il 37% del nord dalla Turchia, ma in pochi sanno il singolare esperimento di democrazia digitale che sta agitando il tradizionale sistema politico della zona ufficiale, la Repubblica di Cipro, quella a maggioranza ellenofona.
Oggi si vota e la generazione nata dopo il 2004 – anno di ingresso di Nicosia (a metà) nell’Unione europea -, potrebbe guidare un processo di rottura netta con i traumi collettivi post bellici di nonni e genitori: «Questa elezione sarà un terremoto», dice Charis Psaltis, docente di psicologia sociale all’Università di Cipro e studioso di comportamenti elettorali. «Il seggio al Parlamento europeo ottenuto a sorpresa da Fidias nel 2024 è stato l’inizio di una rivoluzione che stravolgerà la politica nazionale». Fidias Panayiotou, prankster e youtuber 26enne, è diventato eurodeputato all’ultima tornata usando solo i social media.
Per Psaltis l’ingresso probabile di tre nuovi partiti nati sul web e l’invecchiamento della generazione della guerra del ’74 hanno stravolto le priorità: «Oltre a Fidias e alla sua Democrazia Diretta, entreranno probabilmente Alma, una formazione messa in piedi da un ex magistrato e costruita interamente sul buon governo e sulla legalità, e Volt, il partito paneuropeo che attira una fascia più istruita e globale, che ha viaggiato, conosce i turco-ciprioti e punta soprattutto su meritocrazia e riforme liberali».









