BRUXELLES - Boom dell'estrema destra, bene i partiti di recente fondazione e anti-establishment, male i soci di minoranza del Raggruppamento Democratico (Disy), il partito del presidente in carica Nikos Christodoulides. A poco è valso detenere la presidenza di turno dell'Ue: anche nel Paese geograficamente più lontano da Bruxelles, l'isola di Cipro, la politica registra i sommovimenti che, da tempo, segnano i principali Paesi europei. Le elezioni tenutesi domenica, infatti, hanno sorriso soprattutto agli estremi, penalizzando il centro. E lanciando così un serio avvertimento al capo dello Stato in vista delle presidenziali del 2028.

Il partito di Christodoulides, che al Parlamento europeo siede tra i banchi del Ppe, si è imposto comunque al primo posto, con il 27,1% dei voti. Al secondo posto, con il 23,9%, la sinistra post-comunista del Partito progressista dei lavoratori (Akel), che in Ue è membro di The Left. Sul podio per la prima volta è finito il fronte Popolare Nazionale (Elam), nato come gemello cipriota del partito di estrema destra Alba Dorata, bandito in Grecia: ha incassato il 10,9%, pari a otto seggi in Parlamento su un totale di 56. "La famiglia politica dell'Ecr continua a crescere in tutta Europa. Con questo risultato, Cipro può guardare al futuro con una voce conservatrice più forte", ha sottolineato Nicola Procaccini, co-presidente dei Conservatori, la famiglia europea di Elam. Quarti con il 10%, i centristi-progressisti del Partito Democratico (Diko), che sono nella coalizione di governo: sono passati da 11 a 8 seggi. Ancora peggio è andata per gli altri due partiti dell'esecutivo guidato da Christodoulides (Cipro è una repubblica presidenziale): Dipa e Edek, fermi poco sopra il 3%.