Nikos Christodoulides, Presidente della Repubblica di Cipro. REUTERS/Yves Herman/Pool

Sono tra gli Stati più piccoli dell’Unione Europea, ma non per questo le elezioni parlamentari che si terranno entro la fine di maggio nelle isole di Cipro e Malta, i due avamposti europei nel Mediterraneo, avranno un peso specifico minore. Grande attenzione soprattutto per quanto potrebbe accadere a Cipro, considerata la “portaerei naturale” dell’Occidente per la sua posizione geografica strategica, incastonata com’è tra Turchia, Siria, Libano e Israele: una posizione al momento assai delicata, sia per la vicinanza al teatro di guerra iraniano, sia per la presenza sull’isola delle due basi militari britanniche di Akrotiri e Dhekelia, rimaste sotto il controllo del Regno Unito anche dopo l’indipendenza ottenuta da Cipro nel 1960. Per fare un solo esempio concreto: Cipro non è un paese membro della NATO, ma quelle basi militari sono considerate parte del territorio britannico: dunque un attacco contro quelle strutture potrebbe essere interpretato come un’aggressione diretta contro un Paese membro dell’Alleanza Atlantica, facendo scattare la clausola di difesa collettiva. Ma la situazione è resa ancor più complessa dal fatto che l’isola affronta da anni una divisione interna ancora non risolta, con le tensioni tra la maggioranza greco-cipriota e la minoranza turco-cipriota che hanno portato nel 1974 a una divisione dell’isola in due aree separate: la Repubblica di Cipro, riconosciuta a livello internazionale, e la cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta soltanto dalla Turchia. La capitale, Nicosia, è l’unica al mondo ancora divisa tra due stati: la zona neutrale, detta buffer zone, zona cuscinetto, demilitarizzata, è gestita dalle Nazioni Unite. Per riassumere: la parte greca occupa il 59% del territorio, mentre quella turca il 36%. Il restante 5% è occupato dalle due basi militari inglesi e dalla buffer zone. Tutti i tentativi di mediazione per arrivare a una riunificazione sono, per ora, falliti. Nonostante la divisione, dal 2004 l’isola fa parte dell’Unione Europea.