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Giovedì 1° gennaio è iniziato il turno di Cipro alla presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, che durerà sei mesi. È un compito impegnativo per una delle nazioni più piccole dell’Unione: è la terza meno popolosa dopo Malta e Lussemburgo, con 1,2 milioni di abitanti. Cipro è anche la nazione più lontana geograficamente da Bruxelles, la sede delle istituzioni europee.

Peraltro il turno di Cipro, un paese neutrale militarmente e con un conflitto irrisolto con la Turchia, arriva in un momento molto delicato della guerra in Ucraina, con l’Europa sostanzialmente tagliata fuori dai negoziati guidati dagli Stati Uniti. Il governo cipriota è consapevole di queste difficoltà e ha cercato di attrezzarsi, consapevole che la presidenza è una grande opportunità.

Il Consiglio dell’Unione Europea è un organo composto da un o una rappresentante del governo per ogni paese dell’Unione, che varia in base al tema da discutere, ed è distinto dal Consiglio Europeo. La presidenza ruota ogni sei mesi tra i paesi, secondo un calendario prestabilito: ricoprirla consente di decidere le priorità dei lavori del Consiglio e di fatto di controllare, temporaneamente, uno dei due organi legislativi dell’Unione (l’altro è il Parlamento Europeo).