Cannes 79 è stato il Festival di Zapper Bolloré, la petizione contro il monopolio mediatico del miliardario di destra padrone di Canal+, che alla vigilia della sua inaugurazione ha scosso il sistema del cinema francese facendo esplodere la politica sulla Croisette. Se all’inizio quelle prime 400 firme avevano mostrato anche timori e divisioni, oggi che il numero dei firmatari è arrivato a oltre quattromila, con l’adesione di molti nomi internazionali – Ken Loach, Mark Ruffalo, Javier Bardem fra gli altri – Zapper Bolloré ci mostra più che mai una necessità di resistenza, ancora forte nel cinema francese, alla destra e alle sue politiche di aggressione contro la cultura e le libertà collettive. Maxime Saada direttore generale del gruppo ha minacciato in rappresaglia una blacklist contro firmatari, e ieri la Cgt insieme alla Lega dei diritti umani ha risposto con una denuncia al gruppo per discriminazione.
CIÒ CHE È IN GIOCO è dunque una presa di posizione rispetto a una possibile vittoria della destra nella corsa all’Eliseo, e appunto il rifiuto della sua idea di cultura, che è anche di società, che limita l’indipendenza del pensiero, la presa di parola politica nella totale indifferenza verso i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo (e non solo) fragilizzati dalle sue politiche, come lo sono le strutture pubbliche, come il Cnc che RN, Rassemblement National, ha messo sotto attacco.













