Le dimissioni di Tulsi Gabbard sono l’ultimo atto di apparati che soffrono. Il presidente diffida di amministrazioni federali e diplomazie: ogni decisione si sposta su terreni informali, preferibilmente familiari e da golf. L’Iran ne è il risultato più eclatante
A Washington anche il meteo sembra impazzito. Il sole batte implacabile col termometro a 37 gradi, ma il giorno dopo servono sciarpa e cappotto. Il clima atmosferico si adegua a quello politico, le oscillazioni delle temperature sono vertiginose, ma almeno si possono prevedere prima di uscire di casa. L’altalena della politica invece ondeggia senza controllo, senza appigli per capire che cosa succederà domani o anche stasera.










