| 23 Maggio 2026 18:01 |

4 minuti per la letturaLA SPEZIA (ITALPRESS) – Una strategia e un marchio comune per promuovere le ostriche italiane, non più solo prodotto di lusso ma anche motore d’eccellenza dell’economia nazionale della pesca e dell’acquacoltura. E’ la linea che emerge dal convegno “Il Futuro dell’ostrica italiana: identità, filiera e riconoscimento di qualità” organizzato dal Gal Fish Liguria nell’ambito dell’Italian Oyster Fest in corso alla Spezia, il primo festival italiano dedicato all’ostrica “sostenibile, prelibata, per tutti” e alle sue potenzialità in termini di sviluppo economico. Sul tavolo anche la battaglia per pesca del bianchetto, il novellame di acciughe e sardine, ad oggi vietato da norme italiane ed europee.

“La Spezia per noi oggi è vetrina e palcoscenico a livello internazionale grazie agli stakeholder presenti – spiega Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria e del Gal Fish -. Questo festival si conferma estremamente importante. Abbiamo il problema del caro carburanti, una situazione nota a tutti. Affrontiamo tematiche come il bianchetto: mi sembra ci sia una deriva ideologica a Bruxelles, la fatica e i soldi spesi devono avere una conclusione”.