È di 2 anni di reclusione la condanna chiesta dalla pubblica accusa nei confronti del 26enne di nazionalità tunisina ancora irreperibile dopo essere fuggito a un giorno dall’inizio del processo nei suoi confronti. L’accusa nei suoi confronti è di aver minacciato brandendo una bottiglia di vetro e in compagnia di un altro uomo alcuni membri dello staff e il proprietario della discoteca «Sound Department» che la notte di San Silvestro avevano rifiutato di farli entrare nel locale. Quando i poliziotti della Volante sono arrivati e hanno chiesto di esibire i documenti i due hanno rifiutato di identificarsi e il 26enne avrebbe reagito in modo aggressivo contro uno degli agenti. Strattoni, schiaffi in volto, spintoni e pugni al fianco: fino a quando il poliziotto non è riuscito a immobilizzarlo e trarlo in arresto mentre l’amico dell’imputato si dava alla fuga nella confusione di quei momenti. Difeso dall’avvocato Francesco Bellocchio, il 26enne è ancora irreperibile: intanto, il processo per «direttissima» dinanzi al giudice Paolo Mandurino prosegue e la prossima udienza è fissata a giugno.

L’aggressione, come accennato, si è verificata la notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio: i due giovani si erano presentati alla serata organizzata e al rifiuto del personale di farli entrare avrebbero sfogato la loro ira sullo staff e sul gestore della discoteca. Un’aggressione dai toni accesi che ha reso necessario l’intervento della polizia che giunta sul posto ha cercato immediatamente di placare gli animi. Inutilmente, però, perché il 26enne avrebbe dato in escandescenze: «Siete dei razzisti, non mi potete fare un c…, anzi adesso ve la faccio pagare e vi faccio vedere chi sono (…) adesso vi spacco la faccia e vi faccio del male».