Prima i disordini vicino alla stazione e poi il caos in Questura, dove due agenti sono stati spintonati e sono finiti con cinque giorni di prognosi ciascuno. Infine l’arresto, convalidato ieri mattina in tribunale, e la custodia cautelare in carcere. È finita così la serata di mercoledì per un 35enne tunisino già noto alle forze dell’ordine, lo stesso che appena poche settimane fa era stato denunciato dopo essere stato sorpreso a rovistare dentro l’auto del titolare di un bar della zona, per poi tentare la fuga in bicicletta e opporre resistenza alla polizia. L’ultimo episodio è avvenuto nei pressi del bar Diana, a due passi dalla stazione ferroviaria. Alla centrale operativa arriva la segnalazione di una rissa. Sul posto viene inviata una volante che trova invece un uomo che stava creando confusione. I poliziotti lo portano in Questura per gli accertamenti. Ma una volta arrivato il 35enne avrebbe dato in escandescenze, opponendosi agli agenti e spintonandone due. Entrambi sono poi dovuti ricorrere alle cure mediche: per ciascuno è stata refertata una prognosi di cinque giorni. A quel punto per il tunisino è scattato l’arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri mattina è comparso davanti al giudice per la convalida. L’arresto è stato convalidato e per lui è stata disposta la permanenza in carcere. La zona intorno alla stazione è già da tempo al centro delle segnalazioni dei residenti. Il tunisino arrestato era già comparso in un altro intervento della polizia la sera del primo maggio. Il titolare di un bar stava chiudendo l’attività e aveva lasciato l’auto aperta lungo la strada per pochi minuti. Una manciata di tempo sufficiente perché qualcuno si infilasse nell’abitacolo e cominciasse a rovistare. Ad accorgersi della scena erano stati alcuni dipendenti: avevano visto un uomo in bicicletta frugare all’interno della vettura. Quando si era reso conto di essere stato scoperto, l’uomo si era allontanato in fretta, lasciando cadere parte della refurtiva. Il proprietario dell’auto poco dopo lo aveva individuato nuovamente in zona e chiamato la polizia che lo aveva intercettato lì vicino. Anche quella volta per guadagnarsi la fuga aveva spintonato gli agenti. Il tentativo era durato poco: era stato bloccato, identificato e denunciato per furto e resistenza a pubblico ufficiale.