ROVIGO - Una notte che di solito la si chiama di follia, ma quel che ha combinato un 23enne tunisino verso l'una di domenica è riuscito a superare l'immaginazione. Una sorta di delirio per motivi che al momento non sono noti, che l'hanno fatto finire in carcere in custodia cautelare in attesa del processo per direttissima che era fissato ieri, ma che è stato spostato al prossimo primo luglio, con l'emissione del divieto di dimora nelle province di Rovigo e Padova.

Che fosse accaduto qualcosa la notte tra sabato e domenica, come detto verso l'una, si era accorto qualche raro passante data l'ora e pure qualche residente visto che era arrivata un'ambulanza, ma soltanto ieri si sono delineati i contorni della vicenda quando il procuratore capo Manuela Fasolato ha spiegato i dettagli di quanto successo dentro l'area militare. È qui che emerge quel che come detto, ha superato l'immaginazione. Perché il 23enne tunisino, F. O. le iniziali delle sue generalità, ha cercato di introdursi nella caserma dei carabinieri scavalcando il muro che dà su via Boscolo.

Un gesto delirante e che di certo non poteva andare a buon fine, perché è stato immediatamente visto dal sistema di sicurezza con le telecamere della caserma stessa ed è scattato l'allarme, con l'intervento dei militari dell'Arma che si trovavano all'interno e che hanno faticato non poco a bloccarlo, tanto che alla fine il bilancio parla di quattro carabinieri lievemente feriti e con l'intervento detto di un'ambulanza per le cure del caso a questi, presi a pugni, spintoni, calci e addirittura morsi, sputi a parte.