MOGLIANO - Coltello da cucina, storditore elettrico e spray urticante al peperoncino. Ha puntato contro i poliziotti della Squadra mobile e delle Volanti tutte le armi che aveva in casa, ma non è riuscito comunque a evitare il carcere. Anzi: le accuse a suo carico per violenza e resistenza a pubblico ufficiale sono raddoppiate. Il trentenne tunisino, sul quale pendeva un ordine di carcerazione eseguito dalla Questura di Treviso, è stato bloccato, disarmato e reso inoffensivo nel suo appartamento di Campocroce, nel comune di Mogliano, e successivamente portato alla casa circondariale di Santa Bona.

Furioso e scalciante in tutte le fasi del trasferimento, dovrà scontare in cella i 3 anni e 21 giorni che gli sono stati assegnati nel 2022, ma anche affrontare le nuove gravi accuse a suo carico.

Il profilo dello straniero è ben noto alle forze dell’ordine: il trentenne, classe 1996, ha una lunga serie di precedenti, a cavallo tra le province di Treviso e Venezia, per reati in materia di stupefacenti, ma anche per varie violenze e crimini contro la persona. La sentenza definitiva, invece, gli era stata inflitta per maltrattamenti e stalking all’interno della sua cerchia familiare: episodi reiterati, avvenuti nel 2022, che alla fine lo avevano portato a resistere anche ai poliziotti. La stessa dinamica si è ripetuta quando gli agenti della Questura di Treviso si sono presentati alla sua porta per portarlo in carcere: il giovane si è opposto, sbraitando e aggredendo i poliziotti con rabbia.