Il 18 luglio di 36 anni fa veniva assassinato Giuseppe Tragna, direttore dell’Agenzia 2 della Banca Popolare Sant’Angelo di via Cicerone ad Agrigento. Il funzionario, che aveva 49 anni, venne freddato con due colpi di pistola, in via Gela, a San Leone, di fronte alla sua villetta estiva, mentre stava parcheggiando l’auto.
A 36 anni di distanza da quei fatti, il giornalista e scrittore agrigentino Carmelo Sardo manda in libreria un volume sulla vicenda, dal titolo “L’ultima estate di un uomo perbene” con sottotitolo “Una storia dimenticata, una verità negata” (Zolfo Editore, Collana “Le storie”, 248 pagine, 17 euro).
Il volume, in uscita il 5 giugno, racconta in forma romanzata la vicenda che aveva scosso non poco la comunità locale, avvalendosi degli atti giudiziari e dei resoconti scaturiti dai diversi processi che ne seguirono. L’autore si avvale anche delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia che contribuirono a chiarire i contorni della vicenda.
Sardo narra soprattutto il lungo e non facile percorso dei familiari di Giuseppe Tragna per riuscire ad ottenere dallo Stato il riconoscimento di “vittima di mafia” del loro congiunto. L’omicidio avvenne durante la pausa pranzo, orario in cui il direttore era solito tornare in famiglia. Il tutto avvenne in pochi secondi tanto che i familiari, già intenti a pranzare, non avvertirono nemmeno i colpi di pistola.









